Da qualche settimana è iniziato il percorso di recupero comportamentale per i dieci cani recuperati dal Servizio Veterinario dell’Ulss n.1 Dolomiti dopo il ritrovamento -nella frazione Levego del comune di Belluno- del corpo di un uomo, ridotto ormai quasi ad uno scheletro e semi mummificato. I cani sono stati affidati ad Apaca dal Comune di Belluno per essere curati, custoditi e soprattutto recuperati dal punto di vista comportamentale: hanno vissuto, infatti, secondo le dinamiche del branco e tutti risultavano praticamente inavvicinabili, tanto che la loro cattura da parte del Servizio Veterinario si è protratta per parecchie settimane ed è avvenuta con l’impiego di gabbie.
Dopo la ncessaria permanenza presso il canile sanitario, i primi sono arrivati in rifugio alla fine di febbraio e l’ultimo gruppetto a metà marzo: per tutti è iniziato subito il percorso di recupero e, a distanza di poche settimane, i risultati sono assolutamente soddisfacenti. Salvo un paio di esemplari, tutti gli altri si lasciano avvicinare e alcuni indossano già collare o pettorina: il guinzaglio, invece, è vissuto ancora con preoccupazione e disagio, ma un paio di cani già compie brevi percorsi. Per tutti, però, ciò che più conta è la crescita della fiducia verso gli umani: anche su questo lavora un gruppo di volontari, guidati dall’educatore Elena Zanardo (nella foto: la prima a destra). Turnandosi nei vari giorni della settimana, i volontari riescono a dare continuità e sistematicità ai contatti e alle attività con i cani, evitando, però, accuratamente di procurare eccessivo stress agli animali.
L’augurio è di arrivare quanto prima all’adottabilità: ma se per un paio di esemplari il traguardo potrebbe essere raggiunto già tra qualche settimana, per la maggior parte dei cani è proprio la ricostruzione del rapporto fiduciario con gli uomini l’ostacolo che, per essere rimosso, richiederà i tempi più lunghi.