Un paio di mesi senza adozioni non passano mai! Si cercano i motivi e si lanciano appelli, ma quando nessuno si presenta in rifugio a dichiarare un interesse serio per un cane, ci si interroga su cosa non stia funzionando a dovere.
In realtà, non c’è nulla da recriminare o da correggere: i tempi delle adozioni sono dettati da fattori che non dipendono né da Apaca, né tantomeno dai cani, la maggior parte dei quali sono prontissimi ad affrontare un’adozione.
Sta di fatto che siamo molto contenti di queste tre nuove adozioni, arrivate a distanza di pochi giorni una dall’altra.
La prima ad andarsene è stata Mia, una meticcia di un anno, vivace come dev’essere una cucciolona, arrivata in rifugio a gennaio dopo una adozione problematica dal Sud Italia. Mia è stata adottata dalla stessa famiglia che qualche anno fa ha adottato Neve, la sorella di Costa, entrambe protagoniste di uno dei nostri Racconti in punta di coda.
E’ stata, poi, la volta di Jack, un giovane meticcio di 3 anni, allegro e affettuosissimo, che è finito in rifugio per una delle tante storie di separazione da cui i cani escono spesso “abbandonati”. Poche settimane in canile e Jack ha trovato una bella famiglia a Calalzo di Cadore che lo ha accolto con lo stesso amore con cui, oltre dieci anni fa, aveva dato ospitalità a Brik, un altro cane di Apaca.
Ma come sempre accade quando a trovare casa è un cane che è stato a lungo in canile, tutti abbiamo davvero gioito quando una famiglia di Belluno ha scelto Arturo. Nato nel 2007, Arturo è arrivato in rifugio il 16 marzo 2009 dopo essere stato recuperato vagante dagli operatori del canile sanitario. Se si eccettua la parentesi di una breve adozione conclusasi con il rientro in canile, Arturo ha passato tutta la giovinezza e gran parte della maturità chiuso in un recinto: da qualche anno aveva stabilito un’ottima sintonia con la sua compagna di box, Nusy, ma lo sguardo era rimasto quello di un cane rassegnato, che guardavano in molti, ma che alla fine nessuno sceglieva. Ora finalmente il vento ha girato e Arturo è diventato il centro dell’attenzione di una famiglia che saprà certamente restituirgli l’entusiasmo che ha perduto troppo presto.