La storia di un semplice spalatore…nei Racconti

La storia di un semplice spalatore…nei Racconti

Raccontare le esperienze con i propri cani per comprendere meglio se stessi. Il volontariato come momento alto dell’essere un semplice umano…

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Storia di uno spalatore semplice

E’ strano come alcuni desideri della vita facciano giri strani e si presentino a te, magari dopo anni, con una chiarezza tale da farti capire che tutto quello che hai fatto e tutte le strade che hai percorso, ti hanno aiutato proprio ad arrivare li.

Per me è iniziato tutto su un social network. Su un social mi sono imbattuta nel musetto più bello e dolce che abbia mai visto in vita mia.

Dior, un simil pastorino dagli occhi nocciola che mi ha conquistato al primo sguardo. Quando l’ho visto mi sono venuti i brividi, ho iniziato a piangere, c’era qualcosa di magico in quegli occhietti, una sensazione che tuttora non riesco a spiegare razionalmente. Sono cresciuta con splendidi pastori tedeschi, quasi tutti di razza, rigorosamente acquistati. Il mio desiderio più grande è sempre stato quello di adottare un cane, e Dior è stato un segno per me, dovevo cogliere  quell’ occasione, ero pronta a fare quel passo.

Dopo aver seguito il classico iter preaffido è arrivato lui. Un meraviglioso mix di razze, che nel tempo si è allungato a dismisura ma che non ha mai perso quel suo sguardo dolcissimo. Con lui ho fatto del mio meglio credendo di saperne abbastanza e così, forte dell’esperienza con Dior, 5 mesi dopo è arrivato Billy. Billy era un cane altrettanto meraviglioso, dal soffice manto bianco, un’adozione del cuore in quanto fobico dell’essere umano e del mondo circostante.

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E’ stato di li a poco che le cose hanno iniziato a sfuggirmi di mano. Ho smesso di lavorare con Dior per dedicarmi all’ultimo arrivato, caricandolo di troppe responsabilità. Più Billy migliorava e si fidava di me, più Dior dava segnali di disagio e aggressività.

Avevo bisogno di aiuto. L’aiuto te lo può dare solo un educatore cinofilo esperto, solo un professionista può insegnarti ad interpretare meglio il linguaggio dei cani e renderti il capo-branco che il tuo amico a quattro zampe si merita.

Ho sbagliato tanto con lui, dovevo essere meno mamma e più guida, ma nonostante tutto lui si merita la miglior vita possibile che io possa dargli. Che poi, nemmeno a me stanno simpatici tutti i bipedi, perchè per lui dovrebbe essere diverso? Certo, lui è più selettivo: non sopporta anche mezzi cani, i camion, i postini, le biciclette…

Dopo tutto questo percorso mi sentivo ancora incompleta, sentivo che avevo tanto da dare.

Grazie all’adozione dei miei cani avevo conosciuto la realtà del sud, dove i volontari fanno un sacco di sacrifici per aiutare i cani più sfortunati, farli uscire dai canili sovraffollati e farli adottare. Volevo fare anche io qualcosa nel mio piccolo, volevo rendermi realmente utile.

Per un paio di anni mi sono nascosta dietro le classiche scuse quali il lavoro, la mancanza di tempo, il non poter adottare ancora, avevo paura della sofferenza che avrei provato nel vedere tante anime dietro a delle sbarre senza il calore di una famiglia. Scuse. Erano solo scuse.

L’opportunità di un corso per operatore di canile promosso dall’associazione Apaca è stato l’ennesimo tassello che si è posizionato nel mio cammino. Apprendere è meraviglioso, soprattutto se lo fai per uno scopo più nobile. Ancora qualche scusa, ancora qualche tentennamento e poi mi sono buttata in questa avventura.

L’associazione Apaca è davvero una bella realtà: negli anni, grazie alla generosità di tante persone si sono costruite strutture più che adeguate, i cani ospiti hanno cibo e cure costanti. Ma è pur sempre un rifugio e sono proprio i volontari che, alla fine, fanno la differenza. Una carezza, un biscotto, una sgambata, anche solo una pallina lanciata rendono meno noiose le ore chiusi dentro i box.

Il volontariato mi fa sentire viva. I loro musetti quando entri nel box, le attenzioni che cercano quando gli sbatti le coperte o gli cambi l’acqua, quando spali le deiezioni e ti stanno in mezzo alle gambe cercando un po’ di contatto…per non parlare di quando ti vedono con collare e guinzaglio!

Questa è la mia storia, una storia fatta di tanti piccoli passi che mi hanno portata qui.

Questa è la mia storia, la storia di uno spalatore semplice che dà amore e ne riceve più di quanto un bipede possa immaginare.

Martina Stefani
aprile 2020[/su_expand]